Roaming, c’è ancora per gli utenti PosteMobile

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Poste Italiane ha chiesto all’Autorità Garante per le Telecomunicazioni di poter ancora applicare il costo di roaming per altri 12 mesi.

Il roaming, ovvero la tariffa maggiorata per navigare, chiamare e inviare messaggi dall’estero con una SIM italiana è stato eliminato quest’anno dal regolamento europeo.

Questo significa che, da quest’anno, tutti i gestori hanno dovuto eliminare il costo di roaming almeno per chi viaggia in Europa.

Purtroppo, Poste Italiane ha dimostrato all’AGCOM di non poter sostenere le spese per mantenere questo servizio attivo senza il roaming e ha ricevuto così una deroga di un anno.

Secondo il regolamento europeo, infatti, i gestori telefonici possono chiedere una deroga e continuare a chiedere il pagamento del servizio ai cittadini europei che viaggiano in Europa se hanno un saldo negativo fino al 3% del costo del servizio.

Quindi, se l’utente PosteMobile non pagasse il roaming, Poste Italiane perderebbe oltre il 3%, oltre a non guadagnarci nulla.

Di conseguenza, l’Autorità Garante italiana ha deciso che si potesse applicare questa clausola del regolamento europeo. Il risultato è che i clienti PosteMobile pagano, anche per il 2018, il roaming, mentre gli utenti degli altri gestori telefonici no, perché non hanno lo stesso problema di fatturato.

Poste Italiane, però, non potrà alzare le tariffe a proprio piacimento. Potrà alzarle solo per quanto necessario a restare in pari. Per questo, l’autorità italiana ha deciso questo tariffario: non più di 3,2 centesimi al minuto in più per chiamata uscente, non più di 1 centesimo per gli SMS uscenti in più e non più di 71 centesimi di Euro in più per ogni MB di Internet.

Questo ultimo costo dovrà scendere a 60 centesimi nel 2018, nonostante la deroga. L’autorità garante ha costretto anche Poste Italiane a inviare un SMS al cliente che si trova all’estero, per informarlo su tutti i prezzi e le tariffe applicate durante il viaggio.

Un aggravio non da poco per il consumatori, che sempre più spesso propendono per cambiare gestore e strappare offerte su telefonia mobile più convenienti.

Oltre al messaggio sullo smartphone, la società dovrà anche inserire sul sito e su tutti i suoi canali queste informazioni e non ometterle o nasconderle in qualche modo.

Così, se informato, il cittadino farà le sue valutazioni. Naturalmente, si tratta solo della deroga di un anno: nel 2019, Poste Italiane non potrà chiedere ulteriori deroghe e dovrà eliminare i costi di roaming per l’Europa come hanno fatto gli altri gestori. Resta il fatto che il roaming, in realtà, è eliminato solo in Europa: se si usa una SIM italiana in un Paese che è fuori dall’UE, questi costi ricompaiono e non ci sono informative specifiche, dato che, quando si accetta una tariffa da parte di un gestore, tra le clausole in piccolo ci sono indicati anche i costi di roaming per chi viaggia fuori dall’Unione Europea e non sceglie una SIM internazionale.

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