Competenza, una parola tornata finalmente di moda

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Competenza

Nel mondo moderno, alla ricerca di figure professionali dinamiche ed intraprendenti, restare al passo coi tempi è diventato di fondamentale importanza: essere competenti, di conseguenza, è un’esigenza vitale per poter affermarsi in ambito lavorativo e poter allacciare relazioni personali. In generale, per competenza si intende la capacità di realizzare con efficacia un compito o un insieme di compiti: non è quindi riconducibile alla sola conoscenza, ma è una predisposizione a mettere in atto, in modo concreto, le nozioni acquisite.

Il significato della parola “competenza”, da Cartesio a Mourinho

Una particolare definizione di “competenza” è stata coniata da  René Descartes, meglio noto agli italiani come Cartesio, matematico e precursore della filosofia moderna: “La competenza è una capacità generale di adattarsi ad ogni situazione, anche sconosciuta, nonché di  decidere lo scopo da raggiungere“. Nel concetto espresso da Cartesio, come si può facilmente notare, non viene fatto alcun richiamo alle conoscenze, ma bensì alla capacità di mutare il proprio atteggiamento al fine di raggiungere un determinato obiettivo che ci siamo posti. Questa frase risale a quasi 400 anni fa: pur essendo veritiera, risulta, oggi, incompleta. Essere competenti nel 2019 richiede non solo elevate capacità di adattamento e porsi degli obiettivi, ma disporre di un bagaglio di nozioni, e più in generale di un’ottima cultura generale, ed essere in grado di metterle in pratica.

Senza scomodare filosofi di quattro secoli or sono, un’altra frase che dovrebbe far riflettere su cosa significhi la parola “competenza” l’ha rilasciata, qualche anno fa, José Mourinho, un allenatore che ha segnato indelebilmente il primo decennio del nuovo millennio: “Chi sa solo di calcio, non sa nulla di calcio“. Una frase che potrebbe essere traslata in qualsiasi ambito lavorativo: non basta essere competenti solo nel proprio settore, bisogna avere doti personali spiccate e una preparazione culturale di livello perlomeno discreto, meglio ancora ottimo. Se nel mondo social la cosiddetta “ignoranza” viene quasi considerata un valore, qualcosa di cui andare fieri, nel mondo del lavoro non è affatto così: essere ignoranti significa restare ai margini o avere enormi difficoltà ad imporsi in ambito professionale.

Comunicare in un mondo globale: conoscere l’inglese è una necessità

Restando collegati alla figura del tecnico portoghese, tutti rimasero colpiti quando esibì un ottimo italiano alla prima uscita ufficiale da allenatore dell’Inter, tanto da potersi permettere una battuta, “non sono un pirla“, che ha fatto storia. L’importanza della comunicazione, in un mondo estremamente professionale come quello in cui viviamo, è sotto gli occhi di tutti. E conoscere le lingue, di conseguenza, è diventata una necessità impellente. Qualunque azienda, ormai, richiede che i propri impiegati abbiano una buona conoscenza della lingua inglese, diventata universale ed indispensabile per restare al passo coi tempi. Noi italiani, purtroppo, c’è ne siamo accorti troppo tardi. Ed ora, talvolta in maniera disperata, cerchiamo di porvi rimedio.

Nella scelta di un corso di inglese, però, va prestata particolare attenzione: iscriversi ai corsi di Wallstreet.it significa andare sul sicuro, affidarsi ad un istituto che da oltre quarant’anni è presente sul nostro territorio, con 70 sedi distaccate e una qualità riconosciuta da studenti e aziende. Il mondo del lavoro non ammette ignoranza: conoscere l’inglese non è una scelta, ma una necessità.

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