Salumi, stretta sulla tracciabilità

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Salumi, finalmente qualcosa si prepara per avviare una trasformazione all’insegna della qualità. Arriva da Parma il software anticontraffazione, che si propone di favorire la tracciabilità dei prodotti garantendone la qualità e la provenienza.

Salumi made in Italy, un patrimonio da tutelare

Ci sono anche i salumi tra i prodotti italiani più contraffatti al mondo. Che si tratti di vera e propria contraffazione o di italian sounding, quel fenomeno legato alle indicazioni del brand capaci di richiamare una falsa italianità del prodotto, poco importa. Quel che è certo è che questi fenomeni intaccano un patrimonio prezioso, quello rappresentato dall’enogastronomia italiana, che vede anche nei salumi dei veri protagonisti. Basti pensare al San Daniele, noto in tutto il mondo, tra i prosciutti più clonati.

Stretta sulla tracciabilità

Come garantire la qualità? Partendo dalla tracciabilità del prodotto, resa possibile grazie anche alle innovazioni tecnologiche che consentono la realizzazione di software ad hoc capaci di riportare il consumatore ai primi passi della filiera. La maglia dei controlli sulla tracciabilità, grazie a un’innovazione made in Parma, si fa più stretta. Grazie al nuovo software, infatti, sarà possibile per ogni singolo prodotto – dai salami alle mortadelle – ripercorrere tutti i passaggi della produzione per attestarne la reale denominazione protetta. Una novità targata Istituto Parma Qualità, il soggetto riconosciuto dal ministero dell’Agricoltura e incaricato al controllo delle Dop Prosciutto di Parma, Prosciutto di Modena, Culatello di Zibello, Salame di Varzi e del contratto di filiera delle Dop suine riferibili al Parma e San Daniele.

Come funziona il nuovo sistema

Questo software consentirà al consumatore di beneficiare della garanzia dell’etichetta DOP. Sarebbe davvero spiacevole ritrovarsi in cucina, soprattutto al ristorante, un salume dalla qualità non eccellente. Sull’affettatrice professionale, una delle migliori proposte dal portale Allforfood.com, è da valorizzare solo la migliore produzione italiana in questo campo. Come? Grazie al supporto di questi nuovi strumenti che prevedono un coinvolgimento diretto degli allevatori chiamati a inserire tutti i dati relativi ai suini presenti in allevamento e a quelli che entreranno nel circuito tutelato. Prende il via e corpo così l’idea di filiera stretta. Da questo momento saranno registrate sempre tutte le informazioni relative al tatuaggio e alla lettera/mese di nascita di ogni animale che procede nella filiera. Saranno registrati i trasferimenti e nel corso di questi saranno comunicati ai soggetti successivi quanti suini con quel tatuaggio e quella lettera o mese di nascita gli sono destinati. Le stesse informazioni saranno poi recepite dal macello e dal prosciuttificio. Tra le informazioni registrare dal sistema anche quelle relative a eventuali scarti che verranno in questo modo etichettati, per impedirne il rientro in una fase successiva. La filiera, in questo modo, resta tracciabile e pulita. È il macello, a questo punto, a controllare ogni coscia fresca e apporre il timbro PP (che va a indicare la dicitura Prosciutto di Parma). Il timbro, inoltre, registra e indica anche tutti i dati finalizzati a identificare il macello stesso. Tra i dati registrati anche eventuali procedure effettuate in esterno.

Le ragioni nel segno della qualità

La stretta sulla tracciabilità è un nuovo passo avanti sulla strada della crescente qualità da offrire ai consumatori. Ogni innovazione che segue questa direzione va quindi accolta con grande favore perché garantisce una stretta importante nei confronti di eventuali frodi alimentari.

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