La molecola della Felicità: il segreto della serotonina, ormone del buonumore

Nuovi studi sul recettore 5-HT4 della serotonina aprono nuove porte alle cure neurologiche

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Serotonina Felicità

Serotonina Felicità. Il binomio è quello che accomuna la vita quotidiana con la pratica medica. Adesso, il mistero dell’ essere felici non ha più alcun segreto. Anzi, è un traguardo da raggiungere ogni giorno partendo dalle piccole cose.

Dalle cose piccolissime addirittura, minuscole, come le molecole! La protagonista della Felicità è, infatti, la serotonina, un neurotrasmettitore sintetizzato nel cervello e in altri tessuti a partire dall’amminoacido essenziale che risponde al nome di triptofano. La sua biosintesi ricalca un po’ quella di un altro ormone, la noradrenalina. La differenza è che l’amminoacido precursore della serotonina è il triptofano, invece della tirosina che governa la noradrenalina.

La serotonina è la protagonista della Felicità. E’ in grado di calibrare l’umore, l’ appetito e il metabolismo, ed è la protagonista in tutte le funzioni legate alle emozioni. Proprio per questo, è stata soprannominata “la molecola del buonumore”. E’, infatti, indispensabile per la comunicazione fra i neuroni del talamo e del corpo striato, due strutture cerebrali.

Come funziona la serotonina?

La serotonina, essendo un mediatore chimico e interagendo via via con specifici recettori, è un po’ come una chiave passe part-tout all’ interno dell’ organismo. La serotonina per espletare la sua funzione, necessita di varie serrature diverse. E’, quindi, in grado di aprire porte diverse dietro le quali si nasconde il controllo dell’attività cerebrale e dell’intero organismo.
La serotonina è presente nelle piastrine e nel plasma oltre che nel sistema nervoso centrale e ha varie azioni. Stimolante sulla muscolatura liscia, antiemorragica, ed è mediatore chimico dell’infiammazione e della trasmissione degli impulsi nervosi.

La buona notizia di oggi è che la serotonina non ha più segreti. E’ stato infatti studiato e compreso il meccanismo che ne regola il suo funzionamento nei circuiti che controllano i movimenti ed emozioni. Cosa che getta una speranza concreta nella comprensione di malattie quali il morbo di Parkinson o i disturbi ossessivo-compulsivi. Condizioni patologiche in cui “la serotonina non viene prodotta o in cui mancano i recettori specifici a cui legarsi” . Lo ha specificato Raffaella Tonini, la coordinatrice della ricerca del dipartimento di Neuromodulazione dei circuiti corticali e subcorticali dell’Iit.

Sono proprio quei circuiti che consentono all’ uomo (e anche agli animali) di adattarsi a nuove situazioni sia emotive che motorie. Uno studio pubblicato sulla rivista Neuron, infatti, sposta l’asticella ancora più avanti nella ricerca in campo neurofisiologico. La ricerca sul meccanismo della serotonina è stata coordinata dall’ Italia, nello specifico dall’ Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Hanno anche collaborato il dipartimento di Biologia dell’Università di Pisa e l’università Sorbona di Parigi.

Serotonina: nessun segreto

Un risultato raggiunto combinando due scienze, la genetica e l’ ottica (optogenetica) in concorso con l’ attivazione di proteine geneticamente ingegnerizzate al fine di trovare la tecnica adatta per accendere o spegnere i singoli neuroni e osservarne il comportamento.

Sotto osservazione uno dei recettori della serotonina, il 5-HT4. Il riuscire a manipolare il livello di serotonina ha consentito di capire come agisce il 5-HT4 e quale tipo di connessioni neuronali siano da esso modulate. La ricerca ha messo in luce, inoltre, come bloccando questo recettore, si osservi di pari passo un rallentamento della capacità di cambiare strategia di azione di adattamento ad una nuova situazione. Si diventa più rigidi, in sostanza, meno flessibili e con ridotta capacità di adattarsi alle novità. Il che avvalorerebbe le teorie neuropsichiatriche che mettono in correlazione la depressione con l’incapacità di adattamento della persona ai cambiamenti imposti dall’ambiente.

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