Malaria: in arrivo il primo vaccino, l’OMS dichiara che si tratta di un passo storico

A Malawi al via una sperimentazione che verrà fatta sui bambini grazie a un nuovo vaccino che si è dimostrato davvero efficace

0
215
vaccino malaria

Grandi speranze contro la malaria. Infatti, a Malawi si è dato il via a una sperimentazione per somministrare il primo vaccino contro questa terribile malattia. La vaccinazione sembra essere molto efficace e potrebbe salvare la vita e dare speranza a milioni di bambini africani. Questi, che al di sotto dei due anni sono i soggetti più a rischio, saranno sottoposti a una vaccinazione mirata.

Come dichiarato anche dall’OMS, l’Organizzazione mondiale della sanità, il test ha dato i suoi primi risultati ed anche esiti molto promettenti. Il Malawi è uno dei Paesi africani più poveri nel quale la malaria è molto sviluppata ed estesa soprattutto tra i più piccoli. Gli effetti della malattia sono potenzialmente letali ed proprio per questo è stato introdotto il programma rivoluzionario del vaccino denominato RTS,S o MOSQUIRIX.

Il vaccino è stato testato, inizialmente, su una scala ridotta e una volta verificata la sua efficacia si p deciso di allargare il numero di persone e pazienti che ne usufruiranno. Anche il Kenya e il Ghana, nelle settimane che verranno, adotteranno la stessa programmazione farmacologica, per cercare anche loro di dare una sterzata positiva e cercare di ridurre al minimo il contagio della malaria.

I primi dati OMS

L’OMS ha presentato a Ginevra, tramite un comunicato stampa, i primi dati sul vaccino anti malaria che viene testato in Malawi. Il primo programma farmacologico mirato che adotterà il Paese contro questa grave malattia, che viene trasmessa attraverso una specie di zanzare, quella delle Anopheles, potrà finalmente aiutare moltissimi bambini a sopravvivere. Purtroppo, in Africa ogni anno i casi di malaria, nei quali si registrano dei decessi, superano le 250mila unità e la maggior parte dei pazienti colpiti da questa grave malattia sono bambini.

Negli ultimi 15 anni, ad esempio, sono stati fatti passi da gigante contro questa terribile malattia e contro la sua perenne lotta, grazie all’ausilio e l’utilizzo di svariati mezzi come ad esempio, l’introduzione delle zanzariere che per il mondo occidentale può essere un gesto di uso quotidiano mentre in queste zone può assumere il significato di protezione e salvezza.

Purtroppo, però, come dichiarato anche da Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’OMS, in alcune zone e aree più limitrofe e ancora più disagiate, ad esempio, i progressi sono addirittura in una fase stagnante e di regressione e quindi è fondamentale agire per evitare l’aumento del contagio e dei decessi, soprattutto.

Gli anni di ricerca

Il nuovo vaccino contro la malaria ha richiesto ben trenta anni di ricerca e ha dato, come già specificato in precedenza, degli ottimi risultati, soprattutto per quanto riguarda i bambini. Durante le osservazioni effettuate da parte dei ricercatori si è potuto constatare che il RTS,S o MOSQUIRIX è riuscito a prevenire ben quattro casi su dieci, tra i quali due registrati come quadri clinici di alta gravità.

Il nuovo progetto, promosso dall’OMS, ha visto la collaborazione con altri ministeri della Salute come quelli appunto del Kenya, Malawi e Ghana. Inoltre, hanno partecipato al progetto e alla realizzazione altri partner internazionali e nazionali come ad esempio, la PATH, l’associazione no profit Appropriate Technology for Health o anche la GSK, azienda farmaceutica che ha donato oltre 10 milioni di dosi.

Questo nuovo progetto farmaceutico, che ha visto anche il supporto e il sostegno delle tre principali agenzie di finanziamento per quanto riguarda la salute globale, quali la Gavi Alliance, Alleanza globale per i vaccini, l’Unitaid e anche il Fondo globale per la lotta all’Aids, alla tubercolosi e alla malaria, mira a raggiungere e somministrare il vaccino almeno a circa 370 mila bambini all’anno in tutti e tre i Paesi africani.

L’azione del vaccino

Per quanto riguarda l’azione che il nuovo vaccino contro la malaria va a esercitare è quella di, diciamo così, andare ad allenare il sistema immunitario dei soggetti a rischio, i quali grazie ad esso possono andare a contrastare il parassita che genera la malaria. I vaccini, nella prima fase sperimentale, sono stati iniettati in bambini compresi in una fascia d’età compresa tra i e i 17 mesi di vita.

Una volta inoculato il nuovo vaccino si è potuta registrare una diminuzione degli episodi di malaria del ben il 39%, numero altissimo considerati i dati delle prove precedenti nettamente inferiori. L’effetto di questi primi vaccini si è visto addirittura per i primi cinque anni di vita.

Per quanto riguarda i dati forniti dall’OMS l’arrivo del nuovo piano farmaceutico diventa cruciale poiché si è registrata una nuova impennata di casi di malaria che sono stati segnalati per quanto riguarda il territorio africano. Infatti, solo nel 2017 sono stati accertati ben 220mila decessi a causa di questa terribile malattia e questo numero riguarda ben il 90% dei casi contati su scala mondiale.

Per evitare che soprattutto i bambini al di sotto dei due anni siano i soggetti più a rischio, si è voluto fortemente testare questo nuovo vaccino in modo da evitare il più possibile decessi prematuri. Questo vaccino sta dimostrando i primi benefici e proprio per questo motivo è fondamentale la sua fabbricazione. La speranza è quella che il numero di decessi diminuisce e che questo terribile virus sia debellato nei prossimi anni.

La malaria, che dalla comunità scientifica viene detta anche paludismo, come detto in precedenza è generata da parassiti protozoi, che possono essere suddivisi in quattro specie ben individuabili. Quella con un più alto tasso di pericolosità sicuramente è quella appartenente al gruppo del Plasmodium falciparum, che genera ogni anno migliaia di morti in tutto il mondo.

Commenta l

SHARE
Amo scrivere e nel tempo libero leggere libri e guardare la Formula 1. Seguo con passione molte manifestazioni sportive e musicali. Anima Rock e stile libero.