Pit bike, un fenomeno che sta crescendo sempre di più

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Pit bike

Gli appassionati di pit bike stanno crescendo sempre di più, andiamo a scoprire i motivi di un boom così fragoroso negli ultimi anni. Le pit bike sono delle moto da strada o da fuoristrada, di dimensioni piuttosto ridotte di solito, che venivano, in origine, sfruttate per districarsi e muoversi nei box oppure nelle varie aree dedicate alla sosta, durante una gara di motocross.

Fin dai primi anni del nuovo millennio, però, le cose sono cambiate, e sono state organizzate delle vere e proprie gare di pit bike: per ovvi motivi, ci sono numerose similitudini con il motocross.

Negli Usa, il successo delle pit bike è stato enorme, in particolar modo nella zona a sud della California. Quando si parla di pit bike, il riferimento può essere anche rivolto proprio all’uso di quelle minimoto che servono per gli spostamenti in varie tipologie di eventi dedicati alle due ruote.

La prima pit bike

Questa denominazione risale all’impiego di una Honda Z50 che permetteva di girare nei pressi delle zone dedicate ai pit stop di tante gare o campionati dedicate alle due ruote organizzati negli Usa.

Tra le principali caratteristiche di queste specie di minimoto troviamo indubbiamente un prezzo piuttosto ridotto e una notevole facilità di movimento. È chiaro, quindi, come siano state sempre più utilizzate all’interno di numerosi eventi. Muoversi senza problemi all’interno di spazi ridotti come i box: ecco uno dei tanti problemi che hanno risolto le pit bike.

Successivamente Honda ha deciso di ribattezzare questa sorta di minimoto, definendola XR50 nel 1999, introducendo un gran numero di modifiche per rilanciarla sul mercato. Tra i cambiamenti più evidenti, troviamo un serbatoio di benzina che è stato realizzato in plastica, la presenza di un solo ammortizzatore nella parte posteriore, un sedile in plastica e una struttura che, più in generale, è stata completamente stravolta.

Da quel momento, quindi, si sono cominciati a diffondere anche accessori e pezzi di ricambi per questa specie di minimoto. Un mercato che ha evidenziato una svolta negli ultimi anni, con l’avvento sul web di numerosi portali specifici, come ad esempio Mobsterpitbike.com.

Le due categorie di pit bike principali

In commercio si trovano spesso due categorie di pit bike principali, ovvero quelle cross e quelle motard. Le prime vengono sfruttate soprattutto da chi ha la necessità di affrontare gare e percorsi off-road o sterrati e, di conseguenza: questo primo modello può contare su delle gomme che montano particolari tacchetti per superare tutte le insidie del terreno.

La versione motard, invece, viene sviluppata per affrontare tracciati asfaltati e monta sempre delle gomme da pista. Si suggerisce di cominciare a utilizzare la pit bike ad un’età compresa tra 10 e 11 anni, anche ovviamente tenendo d’occhio la statura.

È bene ricordare anche come questa specie di minimoto non sia assolutamente fatta per poter circolare su strada. Infatti, si tratta di mezzi che non hanno il libretto di circolazione, così come nemmeno le luci e la targa e, di conseguenza, possono essere utilizzati esclusivamente per delle gare.

Interessante anche notare come nelle pit bike, spesso, le spese di manutenzione siano piuttosto limitate: il cambio olio, di solito, è previsto dopo un determinato numero di utilizzi, mentre in base all’usura si può procedere con il cambio delle piastre dei freni anteriori o posteriori.

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