I 100 anni dalla nascita di Giulietta Masina

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Giulietta Masina è stata una diva, oltre che la moglie del grande regista Federico Fellini. Morta nel 1994, a causa di un tumore, ieri avrebbe compiuto 100 anni. Nota come l’antidiva per eccellenza, la Masina aveva avuto modo di festeggiare i 50 anni di matrimonio con il suo Federico, successivamente deceduto pochi mesi prima di lei e di questo legame indissolubile ha parlato lo scrittore Gianfranco Angelucci nella sua biografia, intitolata semplicemente “Giulietta Masina”.

La vita dell’attrice e la sua carriera

Bolognese di nascita, Giulietta Masina all’età di 4 anni venne affidata ad una zia romana e nella capitale si forgiò il carattere che l’avrebbe contraddistinta per tutta la vita. Negli anni romani ebbe frequentazioni di “salotti buoni”, ma anche incontri con meretrici e questo la ispirò moltissimo nell’interpretazione di Cabiria, un personaggio da lei molto amato, forse ancora di più di quello di Gelsomina che la rese famosissima nel film “La strada”. Nella biografia che segue la vita della dica sui set cinematografici ma anche nella vita comune, risalta anche il personaggio di Federico Fellini che ha sempre raccontato del loro rapporto “sancito dal fato”. Del rapporto tra Fellini e la Masina si è parlato molto, partendo dai film realizzati, ma anche dal fatto che durante il tragitto che lo portava da casa a Cinecittà per il suo lavoro di regista, Fellini si fermava almeno due volte per telefonare alla moglie. La sua carriera poteva essere ancora più ampia, ma molti registi erano “imbarazzati” dal proporre dei ruoli alla “moglie di Fellini”.

La vita domestica di Giulietta Masina

La diva era amante della cucina e si recava da sola al mercato per fare la spesa. Il suo essere “antidiva” si esplicitava anche nelle piccole cose, come il fatto di portare scarpe senza tacchi, preparare le tagliatelle fatte in casa e lavarsi da sola i capelli. Cuoca sopraffina, era in grado di cuinare piatti prelibari ed in cucina era la “regista”. La Masina era una donna dal grande cuore, anche se “piccola di centimetri” e insieme all’attore americano Danny Kaye divenne “Ambasciatrice di Buona Volontà” dell’Unicef. La sua sensibilità verso i bambini si era accresciuta dopo al perdita, a soli 11 giorni di vita, dell’unico figlio, Pierfederico. Una rubrica radiofonica nella quale rispondeva agli ascoltatori, doveva durare solo 15 giorni, ma andò avanti per tre anni, proprio grazie alla sua sensibilità ed alla capacità di rapportarsi. Da quelle risposte nacque anche un best seller intitolato “Il diario degli altri”.

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