Barbara Lezzi, senatrice del M5S: mi candido al comitato direttivo

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La senatrice Barbara Lezzi, da sempre considerata una dei leader del M5S e definita La Pasionaria del Movimento, critica l’espulsione dei Senatori e Deputati dissidenti e lancia la candidatura al direttivo.

Barbara Lezzi: non lascio il M5S

La resa dei conti nel Movimento 5 Stelle ancora non è arrivato allo scontro finale. Dopo l’espulsione dal M5S di 15 deputati e 21 senatori, tra cui appunto Barbara Lezzi, che hanno votato contro la fiducia al governo Draghi, in un’intervista rilasciata al programma di Lucia Annnunziata “Mezz’ora in più”, rivendica il diritto ad essere nel M5S e lancia la candidatura in quello che è considerato il massimo organo decisionale del Movimento, cioè il comitato direttivo.

I motivi del dissenso

Barbara Lezzi non fa passi indietro, infatti ha rivendicato la sua scelta di votare contro la fiducia al governo Draghi e motiva dicendo che in realtà mentre nel precedente governo in alleanza con la Lega c’era un contratto tra i partiti e il M5S aveva un ruolo preminente, ciò non accade con il governo Draghi. Questo però non è l’unico motivo che l’ha portata a votare contro la fiducia: sottolinea che in realtà non sono stati rispettati i punti posti da Grillo alla vigilia della formazione del governo. L’attivista, nonché fondatore del Movimento insieme a Casaleggio, aveva richiesto la formazione di un Ministero per la Transizione Ecologica che mettesse insieme il ministero dell’Ambiente il MISE, questo è stato realizzato, ma scorporato da quello dello Sviluppo Economico e inoltre è stato affidato a Cingolani, un tecnico, e non al Movimento 5 Stelle. Secondo Barbara Lezzi, visto che non si è avverato quanto richiesto da Grillo a Draghi, appare essere fuorviante il quesito posto sulla piattaforma Rousseau agli attivisti del M5S e richiede un nuovo voto.

Ricorso al comitato di garanzia interno

Le critiche della Senatrice non finiscono qui: ha sottolineato che per i senatori e i deputati espulsi vi è la possibilità di ricorrere al comitato di garanzia interna, ma lei stessa sottolinea che questa strada, sebbene giusta, potrebbe essere inutile da percorrere perché lo stesso è guidato da Vito Crimi che è stato artefice delle espulsioni. Sottolinea che è necessario comunque dare rappresentanza al 41% degli attivisti che sulla piattaforma si è espresso contro il contro il governo Draghi e proprio per questo non ha intenzione di abbandonare il Movimento, anzi si candida nel comitato direttivo.

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