Varianti Covid-19: ora preoccupano anche le scuole e si vagliano nuovi piani d’emergenza

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Pareva essere finalmente arrivato il momento per poter tirare un sospiro di sollievo dopo l’arrivo dei vari vaccini contro il Covid-19 ed ecco che all’improvviso spuntano le nuove varianti del virus, che inquietano ancora di più delle precedenti.

Ora il virus colpisce anche le fasce più giovani

La maggiore preoccupazione si focalizza in questo momento sui bambini, che fino ad oggi erano presso più rimasti fuori da questa orribile pandemia. Lo scenario, purtroppo, con l’avvento della variante inglese pare che stia velocemente cambiando: la categoria in cui l’incremento risulta essere più evidente è quella dei 6-10 anni, soprattutto nel Lazio.

Dunque, mentre l’incidenza maggiore rimane sempre negli ultra ottantaquattrenni e gli infant fra 0 e 2 anni grazie al cielo vengono ancora risparmiati, la criticità si fa avanti nelle scuole elementari, che rischiano così di essere chiuse a scopo precauzionale. Anche fra i ragazzi di fascia 11-13 anni il tasso in aumento; si parla di 137 casi ogni 100 mila giovani e i dati portano ad ipotizzare un raddoppio di contagi nelle due prossime settimane.

Focolai di variante inglese e brasiliana in Umbria

In Umbria sono stati individuati parecchi casi che sembrano essere legati alle nuove varianti del Covid-19, quella brasiliana e quella inglese, la cui ultima ha richiamato su di essa tutte le attenzioni di virologi e medici poiché è ancora più infettiva e pesante del virus originale. A causa dei vari focolai, identificati soprattutto negli ospedali, l’Umbria resta ancora arancione con inoltre numerosissime mini zone rosse. La situazione è piuttosto complessa per questa regione che nel primo lockdown era quasi rimasta al di fuori di qualsiasi attacco dell’epidemia scoppiata lo scorso febbraio 2020. Ora il quadro si è ribaltato e addirittura a Perugia pare che parallelamente girino le due peggiori varianti del momento.

Mantenere la scuola in presenza

Nonostante l’incombenza delle nuove varianti, viene chiesto a gran voce di mantenere le scuole in presenza. È chiaro che questo deve, però, avvenire in totale sicurezza per non mettere a rischio la salute di migliaia di studenti e delle loro rispettive famiglie. Si pensano già a nuovi piani per fronteggiare queste ultime minacce e si prova a sottoporli al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi.

Una delle ipotesi è quella dell’istituzione del medico scolastico, il quale dovrebbe intervenire in modo immediato nel momento in cui un istituto scolastico segnali un caso di Covid. Istituire unità mobili in tutte le città non è però così semplice e trovare in modo così veloce un numero sufficiente di dottori tali da garantire alla scuola una corsia del tutto preferenziale è quasi impensabile.

L’altra proposta che è stata fatta da Agostino Miozzo, coordinatore del comitato scientifico, è di coinvolgere la Protezione Civile per la gestione di queste azioni di pronto intervento, aggiungendo ad essa anche il supporto dell’esercito che in campo medico è altamente specializzato.

Sono tutte ancora ipotesi che si stanno mettendo a tavolino per essere discusse e valutate. Si auspica in rapide decisioni visto che davanti all’epidemia non c’è proprio altro tempo da perdere.

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