I Cobot: arrivano i robot che collaborano con l’uomo

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L’intelligenza artificiale da sempre anima i dibattiti della comunità scientifica. Il quesito che ci si pone è sempre lo stesso: i robot semplificheranno la vita degli uomini? O al pari di carrie lo sguardo di satana o richard benson saranno la chiave d’accesso verso un nuovo concetto di schiavitù?

Cobot, la svolta

La regione Umbria, grazie ai finanziamenti europei 2014-2020, ha sviluppato una nuova figura di robot, i Cobot. Il termine deriva dall’unione di due parole inglesi, Collaborative e robot, che in realtà sottintendono due concetti molto importanti. Questa nuova generazione di macchine infatti fanno della collaborazione con l’uomo il punto fondamentale della loro attività. Molto più piccoli rispetto ai robot tradizionali, i cobot nati in Umbria sono progettati per svolgere, al posto degli uomini, le azioni ripetitive.

Forse è proprio questo aspetto a far paura ai detrattori di figure come la Carolina del celebre film di Alberto Sordi. Le nuove intelligenze artificiali infatti sono progettate per stare in mezzo agli esseri umani, per captarne la presenza al punto tale da riuscire a rallentare se ravvisano la presenza di un operatore nella stessa stanza.

I sensori di cui sono dotati infatti, uniti ai passi da gigante compiuti dall’evoluzione programmatica, hanno rivoluzionato il concetto di safety native. Qualcuno parla del braccio armato della robotica. In realtà quello che sappiamo è che i nuovi cobot possono svolgere funzioni e compiti via via più complessi, diventando dei veri e propri alleati in funzioni che spaziano in vari ambiti applicativi.

Il progetto umbro è il risultato di una collaborazione tra aziende quotate nell’ l&g cyber security ucits etf molto diverse tra loro come l‘Hitech Solutions, che ha sviluppato il sensore per monitorare le prestazioni in tempo reale, la Xibo per la manutenzione produttiva e infine l’Umbra Control che ha sperimentato l’utilizzo di Cobot nell’assemblaggio dei prodotti del settore automobilistico.

Il futuro è già qui

Dai cobot al vector Robot che interagisce con gli umani ed è in grado di riprodurre perfettamente le espressioni del volto: secondo il professor Romano, ordinario di Robotica all’Università Federico II di Napoli, il futuro è arrivato. Dovremo abituarci sempre di più all’idea di una società in perfetto stile Blade Runner in cui i vector non solo ci semplificheranno la vita sul posto di lavoro ma diventeranno delle presenze fisse nelle nostre case.

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