Gammopatia monoclonale, l’accumulo di una proteina anomala nel sangue

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Gammopatia monoclonale

La Gammopatia monoclonale è caratterizzata dall’accumulo nel sangue e nel midollo osseo di una proteina anomala chiamata paraproteina o proteina monoclonale, nei casi più rari si può evolvere in una neoplasia maligna.

Sappiamo che questa malattia è molto rara, ma non abbiamo informazioni precise sulla sua diffusione nel mondo, sono invece stati studiati vari fattori di rischio:

  • Età avanzata.

Le persone più colpite sono quelle con un età superiore agli 85 anni, l’età molto avanzata dei soggetti è uno dei fattori di rischio più conosciuti.

  • Persone di colore

Si è certi della loro maggiore predisposizione a questa malattia, ma non si è ancora capito se è direttamente riconducibile alla sola pigmentazione dell’epidermide.

  • Sesso

Gli uomini indipendentemente dall’età sono i soggetti più colpiti, l’incidenza nelle donne di qualunque età è infatti minore.

  • Familiarità

Si ipotizza che in alcuni casi la Gammopatia monoclonale è dovuta ad un alterazione genetica trasmessa dai genitori ai figli e quindi per via ereditaria.

Cause

Le cause di questo disturbo non sono ancora oggi conosciute, è molto spesso asintomatica, non sappiamo per quale motivo alcune plasmacellule che si trovano nel midollo osseo per una alterazione iniziano a produrre altissime quantità di proteina monoclonale, non appena questa proteina non trova più spazio nel midollo osseo si trasferisce e si concentra anche nel sangue.

Le plasmacellule sono dei linfociti di tipo B, sono quelle che a contatto con una classe di antigeni si specializzano nel contrastarli anche in seguito, dopo la guarigione, per questa ragione vengono anche chiamati anche Linfociti B attivati. L’alterazione di queste plasmacellule nella Gammopatia monoclonale non si sa da cosa sia dovuta, gli scienziati sino ad ora hanno notato in modo inequivocabile che le malattie autoimmuni come l’artrite reumatoide ed alcune specifiche infezioni sono associate a casi di  questo disturbo. Nelle malattie autoimmuni infatti il sistema immunitario non funziona in modo corretto, i suoi linfociti infatti attaccano in modo non selettivo non solo le cellule malate ma anche quelle sane, danneggiando tessuti e con loro i nostri organi che sono del tutto sani.

Complicazioni

Nei casi più gravi ma fortunatamente più rari la Gammopatia monoclonale si evolve in patologie molto gravi come il linfoma oppure il mieloma multiplo.

Terapie

Come detto nella maggior parte dei casi la Gammopatia monoclonale è asintomatica ed in questo caso il paziente conduce uno stile di vita normale e non serve alcun tipo di terapia. Bisogna comunque sottoporsi ad esami del sangue almeno due volte l’anno effettuando emocromo, immunoelettroforesi, elettroforesi sieroproteica. Oltre a questi esami di routine bisogna sempre monitorare il proprio stato di salute in quanto è sempre possibile un evoluzione della malattia verso delle forme tumorali a carico del sangue.

Quando nei casi più rari la malattia si evolve in un mieloma multiplo bisogna immediatamente iniziare la terapia più appropriata. La chemioterapia, i farmaci corticosteroidi e nei casi più gravi un trapianto di cellule staminali ematopoietiche, quest’ultima opzione può essere molto pericolosa per i pazienti sopra i 65 anni d’età.

 

Fonti e bibliografia

www.inran.it

www.medicionline.it

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