Incontri personali: cosa è cambiato con l’ultimo DPCM e quali sono le differenze tra le zone

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La speranza che quanto avvenuto a cavallo tra la fine dello scorso inverno e l’inizio della primavera fosse ormai alle spalle, è purtroppo svanita nel nulla. L’Italia, così come tutto il resto del Vecchio Continente, si trova costretta a fare i conti con un nuovo lockdown, seppur diversificato da regione a regione in base ai dati epidemiologici.

Un grande smacco per tutti gli italiani, che fanno della vita sociale un caposaldo imprescindibile della propria esistenza. Ma il rispetto di quanto disciplinato dalle Autorità Sanitarie è assolutamente necessario per contenere il dilagare della pandemia e far sì che questo delicatissimo momento venga messo definitivamente alle spalle.

Zone gialle ed arancioni: incontri fortemente sconsigliati, ma al momento non sono previste sanzioni

La raccomandazione del Viminale, in tal senso, è abbastanza chiara ed esaustiva:”E’ fortemente raccomandato non ricevere persone diverse dai conviventi, salvo che per esigenze lavorative o situazioni di necessità o urgenza”. Un virgolettato che, più di ogni altro, fa chiaramente intendere come il nostro paese, purtroppo, sia tornato nella stessa situazione di qualche mese fa per quanto concerne i rapporti personali ed interpersonali.

Per attuare al meglio questa raccomandazione riguardante le abitazioni private, si sono nuovamente alzate le saracinesche di bar e ristoranti, ai quali è concesso loro solo l’asporto.  Il messaggio è chiaro: nessun tipo di relazione sociale al di fuori dei propri congiunti, se non giustificati da motivi lavorativi o di salute. Una situazione che si riflette, direttamente, anche in un ambito che sta a cuore a moltissimi italiani: le relazioni amorose.

Per un popolo come il nostro, che è nettamente in testa – seguito da Spagna e Francia – nelle relazioni extraconiugali, l’impossibilità di conoscere nuove persone, o di concedersi qualche scappatella, viene vista come un grande ostacolo alla propria libertà. Anche i professionisti dell’eros, come ad esempio le trans Cuneo, hanno dovuto adattarsi a questa situazione e proporre nuovamente, come avvenuto nel primo lockdown, le webcam a distanza per intrattenere i propri clienti.

Le limitazioni sono differenti in base al colore di appartenenza della propria regione. Non essendoci “zone verdi”, ovvero a rischio prossimo allo zero, i cittadini che hanno subito meno restrizioni sono quelli appartenenti alle “zone gialle”. In queste aree, come d’altro canto in tutto il paese, è prevista una sorta di “coprifuoco” dalle 22 alle ore 5 del mattino successivo, ma ci si può spostare in regioni differenti purché anch’esse siano state contrassegnate come “zone gialle”.

Zona rossa, incontri privati vietati: fioccano le prime salatissime multe

Gli incontri con parenti ed amici sono sconsigliati, ma non sono del tutto vietati: nessuna multa, infatti, è prevista per i soggetti che si recano in visita da un conoscente o un familiare. Discorso analogo anche per le “zone arancioni”, dove non sono previste sanzioni per chi incontra amici o parenti nonostante la raccomandazione del Viminale resti sempre quella di evitare visite, a patto che queste non vengano fatte per assistere una persona non autosufficiente.

La differenza tra “zona gialla” e “zona arancione” è insita nelle possibilità di trasferimento: nella seconda, a differenza della prima, non è concesso effettuare visite al di fuori dal proprio comune di appartenenza, che può essere valicato solo per esigenze lavorative, di salute o, come già scritto, per l’assistenza a persone non autosufficienti.

Decisamente più restrittive, invece, le disposizioni attuate per le cosiddette “zone rosse”, quelle maggiormente colpite dalla violenza del covid 19 o in una situazione estremamente rischiosa per la tenuta del sistema sanitario regionale. Qui, di fatto, vige una sorta di lockdown totale, anche se le fabbriche, a differenza del primo lockdown (che preveda la continuità lavorativa solo per quelle ritenute essenziali), sono restate aperte.

Nelle zone rosse è consentito uscire di casa solo ed esclusivamente per motivi lavorativi o di salute, oltre che per assistere persone non autosufficienti, ma non esiste alcuna deroga ad incontri con amici o parenti. Un divieto assoluto che, qualora non fosse rispettato, implica il pagamento di multe salatissime. Il caso più recente, avvenuto nella provincia di Brescia, riguarda una festa di compleanno organizzata, in un’abitazione privata, da otto ventenni: per tutti è scattata una sanzione pecuniaria di oltre €.400,00.

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