Christian Volpi, che ha perso le gambe a 22 anni, ringrazia per la raccolta fondi. Le sue parole

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Christian Volpi ha voluto ringraziare tutti quelli che gli sono stati vicino e quelli che hanno contribuito alla raccolta fondi. Il ragazzo 22enne ha perso le gambe in seguito a un brutto incidente. Gli amici hanno organizzato una colletta che ha superato i 100mila euro.

Le prima parole di Christian Volpi

Le prima parole di Christian Volpi dal suo letto d’ospedale dove è ricoverato dal 12 maggio 2021 sono di riconoscenza e gratitudine verso i conoscenti e soprattutto verso tutti quegli sconosciuti che partecipando a una raccolta fondi a lui dedicata hanno contribuito all’acquisto delle protesi.

Il canoista di soli 22 anni ha perso le gambe a seguito di un incidente che ha avuto mercoledì 12 maggio 2021. Il ragazzo che si trovava in via del Levante, a Livorno ha perso il controllo del suo scooter e è finito violentemente sul marciapiede. Da lì la corsa in ospedale, Christian è stato intubato e operato alle gambe.

Christian ha ringraziato dal letto d’ospedale

Christian ha ringraziato dal letto d’ospedale e sulla sua pagina di Instagram ha scritto: “Ciao a tutti, scusate la faccia pallida, il graffio all’occhio e i capelli più unti di sempre, ma vorrei che faceste attenzione ad un’altra cosa. Al mio sorriso, il sorriso che mi ha portato avanti fino ad oggi, ancor prima di quella sera, che nonostante tutto,non è sparito”.

Poi continua: Ci tenevo a ringraziare Tutti coloro che mi hanno sostenuto, sia nella raccolta fondi sia semplicemente con parole di supporto, che se pur possono sembrare “ripetitive” come tanti mi hanno detto, credetemi,non sono mai abbastanza. Ringrazio tutto il mondo, non credevo che un semplice ragazzo di una semplice città riuscisse a scatenare una cosa del genere“.

Il canoista ringrazia ancora

Il canoista ringrazia ancora e scrive: “Sarà perché nella mia vita, non ho mai voluto del male a nessuno, e di conseguenza ho sempre voluto bene a tutti, e tutto quell’amore che ho coltivato nel cuore delle persone, ora è sbocciato in un momento così delicato, come quando, alla fine di una tempesta, l’acqua che è scesa dal cielo aiuta i fiori a sbocciare”.

Ringrazio chiunque mi abbia pensato, ma soprattutto ringrazio i miei amici stretti (non ve ne abbiate a male eh) che sono riusciti a far arrivare la mia storia anche a persone famose (delle quali non faccio i nomi, sarebbero troppe e sinceramente sono così rincoglionito dai farmaci che non saprei nemmeno dirvelo tutti)… Detto questo, ci vediamo fuori dall’ospedale il prima possibile, pronto a combattere e ad allenarmi come ho sempre fatto. E ricordatevi! Forza Livorno! (ma anche l’Atletico Madrid mica male eh…)”.

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