Frigoriferi industriali: consigli per un corretto utilizzo

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Gli impianti di refrigerazione industriale assumono un’importanza fondamentale nei diversi settori dell’industria moderna. Il loro utilizzo è particolarmente diffuso nell’industria alimentare, per conservare più a lungo i cibi, ma anche nel settore medicale, biologico, astronomico e della climatizzazione degli ambienti. Questi dispositivi, uniscono una parte evaporante con una condensante per garantire la giusta refrigerazione ai prodotti. L’intero processo, viene gestito comodamente da una pannello di comando che imposta la temperatura ideale, a seconda delle necessità. 

A seguito della notevole diffusione di questi impianti, le principali aziende del settore, come ad esempio 2001 Refrigerazione, stanno orientando la produzione su modelli altamente tecnologici e soprattutto “eco-friendly”, capaci quindi di ridurre il consumo energetico. Tutto ciò, si traduce in un ridotto impatto ambientale sulla natura circostante e in bollette più leggere per le aziende produttrici, che possono tagliare notevolmente i costi energetici.

Quali sono i modelli di refrigerazione industriale?

I modelli più comuni di refrigerazione industriale sono i frigoriferi industriali, le celle frigorifere, i banchi frigo per l’esposizione nei supermercati, i banchi frigoriferi per pasticcerie, gelaterie, bar ecc., le vetrine refrigerate e gli abbattitori di temperatura. Le celle frigorifere sono tra le più gettonate nei vari settori perché consentono di mantenere una temperatura che può oscillare tra gli zero ed i 18°,  a seconda dei cibi da conservare. Le celle per i prodotti congelati, invece, hanno una temperatura solitamente inferiore allo zero. 

Nei bar, nei ristoranti/pizzerie o nelle macellerie/pescherie, questi dispositivi ricoprono un ruolo vitale per preservare i cibi e soddisfare così una clientela molto ampia. In altri casi invece, hanno il compito di mantenere inalterate le proprietà di campioni e terapie, a livello biologico e medicale. La manutenzione frigoriferi industriali deve quindi essere svolta in maniera adeguata, per preservare le proprietà organolettiche dei cibi e le funzionalità di campioni ed altri prodotti custoditi, ma anche per ottimizzare le prestazioni e prolungare la vita dei dispositivi.

Le 3 tipologie di manutenzione dei frigoriferi industriali

Per garantire il giusto funzionamento ai frigoriferi industriali, sono necessarie tre tipologie di manutenzione: ordinaria, programmata e preventiva periodica.

La manutenzione ordinaria per i frigoriferi industriali è regolamentata dal DPR 412/93 art. 1 p.to h che richiede l’esecuzione di tutte quelle operazioni indicate dal manuale d’istruzioni e dal libretto di manutenzione, con eventuale sostituzione delle parti malfunzionanti.

La manutenzione programmata prevede interventi regolari e prefissati secondo i criteri indicati dal programma di manutenzione. In questo modo, si tutela il corretto utilizzo del macchinario, sostituendo le componenti al momento opportuno, senza attendere che si verifichino danni o malfunzionamenti.

Infine, in base a cicli predeterminati, si effettua la manutenzione preventiva periodica, finalizzata a garantire nel lungo periodo, il corretto funzionamento dell’impianto e migliorarne le prestazioni. 

Per richiedere l’assistenza frigoriferi industriali è quindi opportuno sottoscrivere un regolare contratto con una ditta seria ed affidabile, che garantisca interventi efficaci in tempi rapidi. Per molti prodotti, come i farmaci e gli alimenti, è di fondamentale importanza assicurare la giusta temperatura per impedirne il deterioramento. Proprio per questo motivo, bisogna richiedere una riparazione frigoriferi industriali con un intervento tecnico tempestivo, per evitare possibili blocchi produttivi e mantenere intatta la catena del freddo.

Come vengono regolamentati i refrigeranti CFC e HCFC

Gli impianti che funzionano con gli CFC (CloroFluoroCarburi) o gli HCFC (IdroCloroFluoroCarburi) sono in fase di dismissione, tuttavia alcune aziende li utilizzano ancora. Questi dispositivi sono regolamentati dal Decreto del Presidente della Repubblica n. 147 del 15 febbraio 2006 che indica come e quando procedere al controllo ed al recupero delle fughe di sostanze potenzialmente pericolose della fascia di ozono stratosferico derivanti da pompe di calore, impianti di condizionamenti d’aria e apparecchiature di refrigerazione.

Tale Decreto è stato emanato secondo le disposizioni del Regolamento Europeo 2037 del 20 giugno 2000 che, accogliendo i parametri fissati dal Protocollo di Montreal, mira a ridurre sensibilmente le emissioni di gas che hanno un effetto negativo sullo strato di ozono atmosferico. L’obiettivo è l’eliminazione completa di questi dispositivi ormai obsoleti, fino ad un passaggio graduale agli impianti di nuova generazione più rispettosi dell’ambiente circostante.

Al momento del controllo e della verifica periodica, il tecnico professionista dovrà compilare il libretto in ogni sua parte. Le verifiche vanno effettuate ogni anno per gli impianti con una carica compresa tra i 3 ed i 100 kg oppure ogni 6 mesi per gli impianti con carica superiore a 100 kg. Sarà compito del gestore dell’impianto custodire il libretto con l’annotazione delle opportune verifiche per il controllo delle fughe di refrigerante.

Altri interventi utili

Oltre agli interventi di manutenzione precedentemente indicati, è opportuno sottoporre gli apparecchi ad altri due tipi di intervento: la taratura di sonde e l’assistenza termoidraulica.

La taratura di sonde viene effettuata con una strumentazione certificata LAT, per verificare che le temperature e l’umidità relativa alle utenze ed ai locali refrigerati, siano correttamente tarate.

L’assistenza termoidraulica è collegata all’assistenza frigorifera e comprende interventi vari, come la manutenzione della caldaia o il trattamento straordinario delle acque.

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