Duccio Dini: al funerale il parroco chiede giustizia

Al funerale di Duccio Dini il parroco ha esortato i presenti ad ottenere giustizia per il defunto.

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L’antefatto

Duccio Dini era solo un ragazzo. Alla soglia dei 30 anni ha dovuto chiudere gli occhi sul mondo per non aprirli mai più. Ad ucciderlo è stato il destino, un tragico destino che l’ha portato a bordo del suo scooter sulla via Canova di Firenze.

Nello stesso momento delle auto guidate da due Rom macedoni hanno incrociato il suo cammino. Le vetture viaggiavano a velocità sostenuta perché uno di loro inseguiva l’altro: gli uomini erano i rappresentanti di una faida familiare e stavano cercando di porre fine alla questione.

Duccio è stato coinvolto e, dopo qualche giorno di agonia, ne è stata dichiarata la morte cerebrale. I familiari hanno così staccato la spina e donato gli organi del giovane a chi ancora ha una speranza di potercela fare.

Il funerale di Duccio

Stamattina la chiesa di Santa Maria a Cintoia era gremita di uomini e donne comuni, amici e familiari che hanno reso un omaggio, l’ultimo, a Duccio. Don Massimiliano Gabbricci, il parroco che ha officiato la funzione, ha ricordato ai presenti la passione di Duccio per il calcio, per la sua Fiorentina, per la musica.

La bara intanto si è ricoperta di casacche: una per ciascuna delle squadre in cui il giovane ha giocato. Il parroco, pur immaginando e comprendendo che nel cuore di molti ci potesse essere rabbia, sgomento e incapacità di rassegnazione, ha invitato i fedeli a tenere un comportamento eticamente condivisibile. “Verrà il momento della richiesta di giustizia: ma mai della vendetta, mai dell’odio” ha detto solennemente.

Alle parole del sacerdote hanno infine fatto eco quelle degli amici: “Vogliamo pensare che lassù avessero bisogno di uno come te. […]Ma chi non ha bisogno di uno come te?”.

Giustizia per Duccio

Intanto ieri i magistrati hanno confermato l’arresto per Amet Remzi e Mustafa Dehran, i due Rom che hanno travolto lo scooter di Dini. Al momento dell’incidente le loro auto si inseguivano e si speronavano, Duccio invece è rimasto fermo al semaforo di via Canova.

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Una laurea triennale in lettere (indirizzo arti e spettacolo), una laurea magistrale in lettere (indirizzo filologia moderna) e tanta, tanta passione per la scrittura? Che altro avrei potuto fare nella vita?