Scandalo a Roma, nuovo stadio: nove arresti per corruzione

Nove sono stati gli arresti tra gli addetti alla progettazione del nuovo stadio di Roma

0
451

“Lo stadio di Tor di Valle si avvicina”

Virginia Raggi, sindaco di Roma, annunciava ieri ai concittadini tramite i suoi profili social l’ormai prossima consegna del nuovo stadio. “Lo stadio di Tor di Valle si avvicina” scriveva con orgoglio ed entusiasmo.

Il progetto per la struttura è, unico nel suo genere, frutto della collaborazione di tecnici, architetti e semplici abitanti della città invitati dall’amministrazione locale a dire la loro sul futuro stadio. E’ stata proprio Virginia Raggi a comunicare pubblicamente l’entusiasmo con cui è stata accolta l’iniziativa. Pare infatti che siano circa 31 gli intraprendenti cittadini che abbiano in qualche modo collaborato.

Il clima di festoso entusiasmo però ha presto lasciato il posto ad una nube tossica, di quelle che spengono in un attimo ogni eccitazione.

Nove arresti tra gli addetti ai lavori

In queste ultime ore gli inquirenti hanno messo un grosso punto fermo su un’indagine che trova spazio all’interno del cosiddetto “Progetto Rinascimento“. I carabinieri e la procura di Roma infatti stavano investigando sul conto di alcuni individui sospettati di aver commesso il reato di  corruzione e frode allo Stato.

Le indagini, in particolare, hanno finito per concentrarsi sulla costruzione del nuovo stadio di Roma. I carabinieri hanno così scoperto che sono ben 9 le persone coinvolte nello scandalo.

Tra di loro spiccherebbero anche alcuni nomi illustri; da Luca Parnasi ad Adriano Palozzi o ancora Luca Anzalone. Parnasi è attualmente il proprietario della ditta che ha vinto l’appalto per la costruzione dello stadio. Palozzi invece è il vice presidente del consiglio della Regione Lazio. Anzalone infine è stato il consulente del sindaco Virginia Raggi, colui che insomma ha messo in comunicazione l’amministrazione di Roma ed i progettisti dello stadio.

Gli indagati sono stati in parte condotti in carcere ed in parte condannati in via preventiva agli arresti domiciliari.

Commenta l