Fabrizio Corona disperato:”Fatemi uscire”, udienza il 19 dicembre

La difesa: “Non è Fabrizio che deve pagare le tasse, ma una delle sue società. Il tribunale sta valutando la cosa”.

0
1621
Fabrizio Corona
Fabrizio Corona in preda allo sconforto.

Fabrizio Corona disperato: “Sono stato assolto, non devo stare in carcere, mi devono mandare a casa”. Così parla ai legali Ivano Chiesa e Luca Sirotti l’ex agente dei fotografi, in occasione dell’udienza davanti alla sezione Misure di prevenzione del tribunale di Milano. Giorno dopo giorno perde fiducia nel sistema giudiziario, intrappolato in una spirale da cui non sembra esserci alcuna via d’uscita.

Fabrizio Corona: la tesi degli avvocati difensori

“Fabrizio è molto nervoso: l’affidamento ai servizi sociali gli è stato revocato sulla base di un presupposto che si è rivelato insussistente”, spiega l’avvocato Ivano Chiesa, riferendosi all’anno di reclusione in carcere (contro i 5 chiesti dall’accusa) inflittogli per aver nascosto al fisco 2,6 milioni di euro, trovati, in contanti, in un controsoffitto e in Austria. Dopo la sentenza, i suoi legali hanno presentato istanza di affidamento in prova ai servizi sociali, ora all’esame del tribunale di Sorveglianza. Fabrizio Corona ha chiesto il dissequestro della parte del “tesoretto” necessaria per regolarizzare la sua posizione fiscale. “Non è Fabrizio che deve pagare le tasse, ma – precisa la difesa – una delle sue società. Il tribunale sta valutando la cosa”.

Fabrizio Corona: vibranti proteste nel corso dell’udienza

“Non si è mai visto un imputato che si comporta come lui”, aveva commentato lo scorso novembre Maria Gaetana Rispoli, presidente del collegio delle misure di prevenzione. Nel corso dell’udienza Corona era intervenuto a più riprese. I giudici milanesi devono sentenziare sui beni dell’imputato, in particolare sul sequestro della sua abitazione, dei soldi trovati nel controsoffitto della sua assistente Francesca Persi e del denaro, quasi 900mila euro, trovato in due cassette di sicurezza in Austria. Mentre deponeva il suo amico Marco Bonato, indagato dalla Procura di Locri per riciclaggio in relazione alla casa in zona corso Como, Fabrizio Corona aveva tuonato: “Ma che domanda è?” rivolto al pm della Dda Alessandro Dolci.

Fabrizio Corona: “Non ho nessuno”

“Inaccettabile che si rivolga così a un pm”, aveva reagito Dolci, che dunque chiedeva l’allontanamento di Fabrizio Corona. Richiesta respinta, nonostante i duri rimproveri. “Sono stanco, ho 44 anni, non ho più voglia di fare le guerre, non cerco più la ribalta mediatica, oggi non ho una vita perché l’ho sprecata tutta a lavorare”. Fabrizio Corona faceva mea culpa: “Mia madre è testimone nel 2013 lavoravo 24 ore su 24, non spendevo una lira, stavo con una bella donna (Belen Rodriguez, ndr) ma facevo una vita sacrificata e oggi per questo motivo non ho nemmeno un amico”. Appuntamento alla prossima udienza, fissata per il 19 dicembre: pm, difesa e dunque i giudici avranno il compito di stabilire se confiscare o meno casa e soldi sequestrati.

Commenta l

SHARE