Il Milan riparte da Pioli. L’obiettivo? Qualificarsi in Champions League

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L’era Giampaolo è già finita. Sette partite in campionato sono bastate alla dirigenza milanista per prendere una decisione importante, ovvero quella di rifare tutto daccapo. Una scelta che è arrivata nonostante nell’ultimo turno di campionato i rossoneri abbiano espugnato per 2-1 il Marassi di Genova.

Il nome del sostituto di Giampaolo non è certamente uno che scalda la piazza rossonera, dal momento che Pioli non viene ritenuto un allenatore in grado di far fare il salto di qualità a questo gruppo. Eppure, la dirigenza rossonera è convinta che potrà dare un grande contributo nel cercare di raggiungere la qualificazione in Champions League, che deve essere l’obiettivo prioritario del Milan in questa stagione.

Out Giampaolo, In Pioli: come cambierà il Milan?

La domanda che si fanno tantissimi tifosi è la seguente: è davvero Pioli l’uomo adatto per risollevare le sorti del “Diavolo” e riportarlo ai fasti che gli si addicono? Oppure si deve considerare alla stregua di un semplice traghettatore per cercare di portare un buon risultato fino al termine della stagione, che sarà comunque difficile? Scommettere su una qualificazione in Champions del Milan, ad ora, è certo un azzardo: eppure le quote proposte da tanti bookmakers, che offrono pure una varietà di bonus scommesse impressionante, sono davvero interessanti.

Lo slogan di Giampaolo era quello di vincere, a testa alta e giocando a calcio. Pioli, invece, ne uso uno completamente differente per battezzare la sua avventura milanista. Ovvero, vincere: a testa alta o bassa poco importa. Contano i tre punti e poco altro. Alla presentazione del nuovo tecnico rossonero c’era la dirigenza al gran completo, proprio per lanciare un segnale di unità d’intenti dietro a una decisione così importante.

In conferenza stampa, in effetti, si parla davvero di tutto: si spazia dalle scelte di formazione di Giampaolo fino ad arrivare alla possibilità di scegliere Spalletti per la panchina rossonera. Pioli, intanto, non si mostra particolarmente preoccupato della freddissima accoglienza dell’ambiente milanista (sui social sta imperversando l’hashtag #PioliOut).

Infatti, Pioli non vuole nemmeno sentir parlare di social, ma preferisce lavorare e rispondere sul campo, come è stato sempre abituato a fare. L’ex allenatore interista sembra pronto per questa nuova avventura e non nega che la squadra abbia delle buone potenzialità. Inoltre, interpreta le proteste dei tifosi come un ulteriore stimolo per fare bene.

Adesso ci sono dieci giorni per preparare la partita con il Lecce che il Milan giocherà a San Siro: un match da non sbagliare assolutamente, anche per cominciare a fare pace con una tifoseria inferocita per il comportamento della società in questa prima parte di stagione.

Il giudizio di Pioli sui singoli

Pioli ha discusso in conferenza stampa anche di alcuni giocatori milanisti. In modo particolare, si è soffermato su Piatek, descrivendolo come un giocatore estremamente efficace in area, ma con qualche difficoltà poi quando deve stare lontano da quella zona di campo. Su Paquetà ha evidenziato come sia una mezzala in grado di abbinare quantità e qualità, sottolineando la sua capacità di inserirsi e il fatto di avere un po’ di gol nelle sue corde.

L’ex tecnico dell’Inter ha parlato a lungo anche di Leao, sottolineando come abbia ampi margini di crescita, un potenziale che deve essere sfruttato per forza di cose. Poi, un appello anche a Suso, mettendo in evidenza come le sue qualità non si possano discutere, ma che deve avere la possibilità di giocare molti più 1vs1 in campo.

Riportare in alto il nome del Milan è senza ombra di dubbio una scalata complicata, ma Pioli non vuol sentir parlare di negatività. Anzi, ha sottolineato come sia in grado di adeguarsi ai calciatori che sono a disposizione nella rosa del Milan e di voler lavorare affinché riescano a esprimere tutte le loro potenzialità.

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