Ivanka Trump scivola sul proverbio cinese: ironia in rete

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Proverbio Cinese Ivanka Trump

E’ capitato a tutti. Dai bigliettini nei cioccolatini ai biscotti della fortuna, passando per i vari siti online di aforismi e citazioni per ogni occasione. E’ capitato a tutti, dicevo, di imbattersi almeno una volta nella vita (ma ad alcuni anche di più!) nella fatidica firma “Proverbio Cinese”, scritto rigorosamente in corsivo, un po’ piegato a destra come a esprimere maggiormente il romanticismo esotico e la saggezza secolare della cineseria lessicale.

Una bella frase, un aforisma che coglie nel segno, una citazione che stimola l’ autostima, uno stralcio di discorso che sprona alla lotta di classe, una poesia semi-ermetica che vola sui massimi sistemi. In caso di autore ignoto o non ricordato, le scelte sono praticamente due: “Proverbio Cinese” o “George Bernard Shaw”. Il secondo nome in molti ignorano chi sia, anche se ultimamente sta vivendo un revival nel siglare aforismi nuovi e vecchi. Aforismi scritti ben prima della nascita e detti ben dopo la morte di questo aulico signore, irlandese, vegetariano, Nobel nel 1925, vissuto per quasi 100 anni tra scrittura, saggi, ideali e critica musicale. Che molti però conoscono solo come firma dell’ aforisma top nelle classifiche delle “frasi per ogni occasione”.

“Proverbio Cinese”, invece, è un passe-partout. Un vintage anni ’70, un revival contemporaneo post Paulo-Cohelo, una garanzia di saggezza ancestrale che non-può-che-essere-giusto. Un marchio di fabbrica semantico-lessicale-identitario che certifica che l’ aforisma è davvero quello “della vita”.

La buccia di banana di Ivanka

E’ così, alla bella figliola di Donald Trump cade una briscola in testa (già, perché Trump, in inglese, significa proprio “briscola”) e in chiusura del summit epocale nord-coreano tra Trump e Kim, si lascia andare alla gioia citando, anche lei bontà sua, … tadà…eccolo lì, il “proverbio cinese”!

La frase incriminata, il proverbio cinese neo-liberista citato da Ivanka addirittura sul suo Twitter (noto mezzo di comunicazione ufficiale della Casa Bianca….), è questo: “Quelli che dicono che una cosa non può essere fatta, non dovrebbero interrompere coloro che la fanno”. Firmato: Proverbio Cinese.

Apriti cielo. Perché il proverbio non è cinese. Anzi, forse non è neppure un proverbio. E qui entra in gioco l’ altra sigla mondiale, quella di George Bernard Shaw, spesso visibile sul siti di “citazioni dal mondo” con G.B.Shaw. Nello specifico, secondo il sito Quote investigator, la frase sarebbe stata citata per la prima volta da un magazine di Chicago nel lontano 1903 e non sarebbe, invece, un parto della mente del redivivo G.B.Shaw che in molti avevano ipotizzato.

Il lessico delle cineserie

Insomma, anche lei, figlia viziatella del magnate a stelle e strisce, avatar femminile di cotanto ruspante padre, alter ego di Paris Hilton, mamma di 3 pargoli e moglie neo-convertita alla dieta Kosher su indicazione del marito, è inciampata sulla “lessicologia” spicciola della comunicazione, quella sigletta di scarso valore, ma con la parvenza di essere onnipotente, che da sempre fortifica la penna di alcuni e attanaglia la coscienza di molti. Anche lei, la Ivanka statuaria e First Lady di rimbalzo, è stata pescata ad acquistare parole dalla bancarella dei cinesi al mercato degli aforismi.

Anche lei è umana. Qualche volta.