Biagio Izzo guai con la legge: arresti domiciliari?

Si addensano nubi sull'attore comico napoletano.

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Biagio Izzo
Biagio Izzo rischia gli arresti domiciliari.

Biagio Izzo nell’occhio del ciclone. L’attore comico napoletano rischia grosso, secondo quanto trapelato nelle ultime ore. Il suo compare nelle carte della Guardia di Finanza, per un’inchiesta volta a stabilire presunti illeciti e favoritismi nelle procedure di riscossione tributi, esecuzione forzata e giudizio in commissione tributaria. Respinto negli scorsi mesi dal gip la richiesta di arresti domiciliari. Ma ora la Procura impugna questa decisione. Il caso passo ora al Tribunale del Riesame. Venerdì 23 marzo 2018 sarà discusso l’appello lanciato dal pm Valter Brunetti.

Biagio Izzo: ultime notizie

“Questa vicenda non mi riguarda – dice Biagio Izzo a Repubblica – non ho parlato né chiesto favori a nessuno. Purtroppo conosco tante persone e c’è chi tenta di accreditarsi in questo modo. Si risolverà tutto in una bolla di sapone”. Fatto sta che sull’attore pende il reato di turbativa d’asta, finita negli anni dopo alcune intercettazione inerenti la vendita all’incanto di una moto e di una macchina, una Vespa 300 e una Fiat 500. Beni sequestrati a culmine di una querelle con Equitalia su cartelle esattoriale, delle quali Biagio Izzo voleva reimpossessarsi.

Biagio Izzo: problemi con la legge

Tra gli indagati anche Mario Parisi e Rodolfo Imperiali, titolari di un’agenzia specializzata nel disbrigo pratiche. Si sarebbero mossi per far sì che i beni fossero acquistati all’asta tenuta il 25 febbraio 2015, per poi tornare nella disponibilità di Biagio Izzo. Con la presunta complicità di Gianfranco Lombardi, dirigente dell’istituto vendite giudiziarie di Napoli. Intercettata nel giorno dell’asta giudiziaria una telefonata fra Imperiale e Parisi. Quest’ultimo passa al suo interlocutore un uomo che sarebbe, appunto, Lombardi. “Stiamo seguendo questa cosa, ti ha detto il nome del contribuente?”, dice Imperiale. E poco dopo aggiunge: “È un attore famoso”.

Biagio Izzo: la risposta alle accuse

A detta delle opinioni si prefiguravano gli estremi per una turbativa d’asta. Senza convincere però il giudice, il quale non ha accolto la richiesta di misura cautelare. Respinto per intero l’impianto complessivo dell’indagine. Andrà valutato, alla luce del ricorso del pubblico ministero, davanti al tribunale del Riesame. In difesa del suo assistito Parisi, l’avvocato Diego Di Bonito sostiene: “Il gip è stato molto severo nel respingere la richiesta del pm, ora ci prepariamo all’udienza di Riesame”. Mentre, l’avvocato Sergio Pisani, che cura gli interessi di Biagio Izzo, rimarca: “Il mio assistito come già riconosciuto dal gip è totalmente estraneo a qualsiasi ipotesi di reato. L’attore infatti non compare in alcuna conversazione ed è conivolto nell’inchiesta solo indirettamente a causa di soggetti che cercano di entrare nelle sue grazie. Il gip ha già fatto chiarezza escludendo in radice la possibilità che possa configurarsi in punto di fatto e diritto un’ipotesi di turbativa d’asta. L’appello del pm, che non è neanche quello territorialmente competente, mi sorprende trattandosi peraltro di fatti di circa 3 anni fa”.

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