Materiale edile: le tipologie principali e un focus sui materiali compositi

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materiale edile

Quando si parla dei materiali edili si fa riferimento a tutti quei materiali che vengono sfruttati nel settore delle costruzioni, così come nell’ambito delle opere ingegneristiche. È ovvio che la realizzazione di un edificio si tratta di un’operazione estremamente complessa, composta da numerose fasi, tra cui la creazione delle fondamenta in cemento armato, le murature, le strutture portanti in cemento armato, tinteggiature, intonaci, la posa dei pavimenti, l’impermeabilizzazione del tetto, l’installazione di strutture in vari materiali e di varie tipologie di impianti.

Rispetto a qualche decennio fa, ora ci sono canali che hanno semplificato notevolmente la vendita di materiale edile online, come ad esempio la piattaforma di Einside, con uno specifico eCommerce dedicato alla vendita di tante tipologie di materiale edile, sia per privati che per partite iva. Vengono proposte spesso anche delle offerte e promozioni speciali, potendo spedire ovunque sia in Italia che all’estero, con la merce che viaggia nell’imballo originale del fornitore oppure in un altro imballo che viene organizzato per l’occasione.

I vari tipi di materiali da costruzione

Lasciando perdere la distinzione tra materiali moderni oppure classici, è chiaro che in commercio ci sono tantissime opzioni di scelta e non bisogna affatto farsi guidare dalla fretta. Prima di fare qualsiasi acquisto, quindi, è molto importante considerare le principali caratteristiche di ciascun materiale, come ad esempio ceramiche, acciaio, vetro, cemento, materiali lapidei, laterizi, biomateriali, legno, calcestruzzo, tessuti polimerici e materiali compositi.

Quando si parla di materiali lapidei, si fa riferimento al gesso, che fa della leggerezza il suo punto di forza, anche se non ha una grande resistenza, il tufo, una pietra vulcanica a volte sfruttata come alternativa ai mattoni, il marmo, molto diffuso per la costruzione di lastre e dall’ottimo effetto estetico, il granito, che viene impiegato piuttosto di frequente per la realizzazione di pavimentazioni, garantendo un elevato livello di resistenza agli acidi, l’ardesia, una pietra lavorata in modo particolare in lastre estremamente leggere e sottili.

Cosa sono i materiali compositi

Il principale materiale composito è senz’altro rappresentato dal cemento armato, che si caratterizza per una formazione con matrice cementizia e un elemento di supporto, piuttosto di frequente rappresentato da delle reti piuttosto che dei fasci di acciaio.

I materiali compositi si possono suddividere in tre categorie differenti: si tratta di FBR, ovvero dei compositi creati con matrice polimerica come resina epossidica e un elemento di rinforzo rappresentato dalla fibra di carbonio, quella in vetro e l’aramide. La seconda categoria è l’SRG, ovvero un materiale che può contare su una matrice inorganica, come ad esempio la malta cementizia e l’elemento di rinforzo in acciaio. Infine, la terza categoria è l’FRCM, ovvero un mix tra le prime due categorie con matrice realizzata in malta cementizia e delle fibre di rinforzo in carbonio piuttosto che in vetro.

Tra i materiali avanzati troviamo quelli a prestazioni fisse, che si possono suddividere in materiali strutturali avanzati, termostrutturali e di interfaccia. Alla prima categoria appartengono i compositi fibrorinforzati, ma anche schiume polimeriche e cementi ad alte prestazioni; della seconda categoria fanno parte le schiume ceramiche, ceramiche trasparenti, resine termoresistenti e fibre piro-ritardanti e ignifughe. Infine, della terza categoria fanno parte vari rivestimenti antiusura, ma anche vetri autopulenti.

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