Depressione: la musica triste è la chiave per farci stare meglio

Una nuova ricerca proveniente dalla Florida sottolinea come la musica triste attivi uno stato di serenetà e tranquillità dopo averla ascoltata a chi soffre di depressione

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musica triste

Torniamo a parlare di depressione, patologia da non sottovalutare e che colpisce ogni anno moltissimi italiani, tra i quali un numero molto alto di studenti. Per quanto riguarda la depressione è stato eseguito un nuovo studio che rivela come la musica triste possa aiutare a farci sentire meglio dopo averla ascoltata. La nuova ricerca è stata seguita da un gruppo di ricercatore statunitensi.

Come detto in precedenza, la depressione si manifesta moltissimo tra i giovani e soprattutto studenti. Recenti studi hanno affermato che la competizione negli ambienti scolastici fa aumentare il rischio di essere colti da una grave depressione. In Italia, nello specifico, ancora non ci sono dei veri e propri studi sulla relazione che c’è tra uno stato depressivo e lo stress causato dall’ambiente di scuola.

Probabilmente lo sviluppo dell’era tecnologica e l’aumentare del ritmo frenetico delle attività della vita quotidiana hanno contribuito al propagarsi di questo sintomo depressivo che, se preso sotto gamba, può rivelarsi anche pericoloso. E’ importante, quindi, riconoscere uno stato di depressione ed agire nell’immediato per ripristinare nel minor tempo possibile uno status di tranquillità.

Lo studio statunitense

Lo studio statunitense è partito dai ricercatori di una università sita in Florida del Sud ed è stato condotto monitorando 76 studentesse che si sono proposte volontariamente. La ricerca ha puntato a dimostrare come l’ascolto della musica triste ci possa aiutare a stare meglio e a migliorare il nostro status umorale.

Questa nuova ricerca tutta americana è stata coordinata da Jon Rottenberg, rettore presso l’università e una studentessa operante presso il Mood and Emotion Lab, Sunkyung Yoon. Delle 76 studentesse partecipanti all’esperimento, la metà era affetta da una depressione persistente, ovvero con uno status depressivo che durava almeno da due anni. L’altra metà, invece, delle volontarie non presentavano alcun tipo di particolare diagnosi.

La scelta delle ragazze

Lo studio è stato effettuato sulle donne poiché si è visto, negli anni, che il gentil sesso soffre molto più di depressione rispetto agli uomini. Lo studio ha dato modo di far scegliere alle ragazze delle composizioni da ascoltare tra un ventaglio di brani già selezionati. La musica scelta era senza testo, quindi solo strumentali nella prima fase dell’esperimento.

Nella percentuale più alta, le partecipanti che presentavano una diagnosi depressiva hanno scelto delle musiche molto tristi come, ad esempio, Adagio for Strings di Samuel Barber. Dopo un ascolto mirato dei brani scelti dalle ragazze, i ricercatori hanno chiesto a queste ultime di annotare su un quaderno tutte le sensazioni che provavano dopo aver ascoltato la musica da loro scelta.

I risultati della ricerca

Ne è emerso che la percentuale più alta delle risposte era incentrata e focalizzata su risposte positive. Infatti, le studentesse che presentavano una depressione persistente hanno affermato che si sentivano molto meglio dopo aver ascoltato della musica triste.

Lo studio, per adesso, pare comunque avere qualche limitazione. Nel senso che non è stato comunque ancora effettuato su pazienti di genere maschile e senza l’inserimento di altre tipologie di brani e generi musicali. Per i primi risultati, gli scienziati continuano a dimostrare che sono proprio le canzoni, cosiddette a basso contenuto di energia, che riescono a donare un senso di calma e rilassatezza.

Uno studio precedente, risalente al 2015 e edito su PloS ONE nota rivista scientifica, confermerebbe la tesi di questa nuova ricerca statunitense. Lo screening fu seguito e condotto dai ricercatori dell’Università di Jyväskylä, in Finlandia e, anche in questo caso, i partecipanti che presentavano una diagnosi di depressione trovavano giovamento nella musica dalle noti malinconiche e tristi. Lo studio americano ha avuto la sua rilevanza in quanto è stato pubblicato e scelto dalla rivista scientifica e specializzata Emotion e può essere consultato anche sul sito dell’Università.

La depressione nello studio

La depressione nello studio è un fattore comune a molti giovani. E’ proprio un recente studio che ha sottolineato la correlazione tra questi due fattori. Negli ambienti scolastici americani, soprattutto, la competizione molto elevata ha fatto aumentare a dismisura gli episodi di diagnosi depressive tra i giovani studenti. Anche il fattore di un futuro incerto gioca un ruolo fondamentale e il risultato è che le nuove generazioni si avviano sempre di più una visione del mondo sempre più cupa e malinconica.

Lo studio è stato effettuato tra le aule della University Park, in Pennsylvania e i dati sono stati elaborati e resi noti dal Center for Collegiate Mental Health. Anche nel Regno Unito si registra un aumento dei casi di depressione e, solo nel 2017, la percentuale è aumentata di 20 punti. Ben il 78% degli studenti britannici hanno evidenziato comportamenti mentali anomali, soprattutto nel periodo scolastico o universitario e l’80% ha dichiarato di sentirsi fortemente triste. Le analisi dei dati sono state stilate dalla National Union of Students.

Tra i vari disturbi presentati durante i sondaggi compaiono anche alcune altre patologie come, ad esempio, ansia per il 76%, insonnia per oltre il 55%, cambi di umore per il 45% o anche attacchi di panico e anaffettività. Un altro dato interessante, riguarda le relazioni e la vita sociale.

Infatti, lo stato depressivo registrato negli ultimi anni nelle scuole e università britanniche hanno fatto registrare anche una incrinatura nei rapporti personali. Ben il 35% delle coppie si sono sfaldate per incompatibilità a seguito di uno status depressivo così come anche i rapporti di amicizia hanno subito un cambiamento quasi per il 34% degli studenti intervistati. Infine, non meno importante è l’effetto che la diagnosi depressiva è riuscita a creare per quanto riguarda la rendita scolastica. Infatti, ben il 37% degli scolari e degli studenti hanno fatto registrare un calo di prestazione e un esito negativo per quanto riguarda gli esami sostenuti.

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Amo scrivere e nel tempo libero leggere libri e guardare la Formula 1. Seguo con passione molte manifestazioni sportive e musicali. Anima Rock e stile libero.