Gender in Trentino: Fugatti dice basta alla formazione nelle scuole.

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In Trentino, la provincia autonoma per voce del neo presidente Maurizio Fugatti ha disposto di bloccare i percorsi di educazione di relazione di genere, nelle scuole del trentino.

La comunemente e erroneamente “teoria gender”

Da dopo il 6 gennaio cioè dopo le vacanze scolastiche di Natale in 24 istituti trentini il progetto sarà momentaneamente sospeso in attesa di ulteriori approfondimenti

La decisione è stata presa dopo un confronto della giunta attuale ed in particolare dagli assessori , alle pari opportunità Stefania Segnana, l’assessore all’istruzione Mirko Bisesti e l’assessore al lavoro Achille Spinelli. 

Ma a far clamore sono poi tutti i commenti e le problematiche uscite dai comunicati su facebook, sia dei dirette interessati ma anche dalle persone comuni.

Cos’è sta “teoria Gender”?

Un termine nato in ambito cattolico e subito preso da ultra conservatori e dalla destra più estreme, il tema è sentito principalmente qui in italia perchè all’estero è ritenuto normale.

Probabilmente la presenza della chiesa nel nostro territorio e la grande forza comunicativa del papa hanno fatto si che qui se ne parli di più.

La preoccupazione di alcuni è se questa “teoria del gender” possa essere un pericolo per la famiglia tradizionale.

Già qui si dovrebbe aprire un dibattito se esiste la famiglia tradizionale?

In se in poche parole quello che si vuole fare all’interno delle scuole è semplicemente non differenziare i bambini e le bambine nei metodi di insegnamento nei giochi e nelle prospettive.

Quindi, di cosa stiamo parlando?
I progetti previsti anche in altri stati come la Francia, , parlano di “educazione alle differenze” e non di gender e hanno come obiettivo principale semplicemente supplire alle carenze strutturali della scuola nella costruzione delle identità di genere.

Questo viene fatto attraverso formatrici per gli insegnanti ma anche con la creazione di nuovo materiale didattico.

viene dunque promosso lo sviluppo della libera espressione della personalità nel rispetto del prossimo e delle differenze individuali.

Alcuni esempi: la parità tra donna e uomo, la pluralità dei modelli familiari e dei ruoli sessuali, il contrasto al sessismo nella lingua a nella cultura, la lotta all’omofobia, al bullismo e a ogni forma di violenza sulle donne.

Per approfondire meglio la questione vi invogliamo a leggere il documento approvato dall’Associazione italiana di psicologia che ha come obiettivo «rasserenare il dibattito nazionale sui temi della diffusione degli studi di genere e orientamento sessuale nelle scuole italiane» e di «chiarire l’inconsistenza scientifica del concetto di ideologia del gender».

Un altro tassello che può essere utile per capire l’importanza di questo argomento ci viene dato dai termini utilizzati durante la vita quotidiana, differenze tra espressione di genere e identià digenere:

A livello universitario

L’obiettivo per il 2030 :

Qual’è dunque la paura su questa “formazione gender”?

Probabilmente c’è paura di sgretolare la famiglia tradizionale, dove la moglie sta a casa con i figli ecc.. Si ha paura degli omosessuali come se questi potessero rovinare la società? No di certo.

Eppure questo tema di limitare la sessualità o le tendenze dell’altro sia esso donna o uomo ci sono ancora oggi.

Trento Fugatti e la scelta della scuola

Sicuramente dopo un attenta analisi capiranno che questa formazione agli insegnanti è utile… lo speriamo almeno.

I diritti si conquistano ma è facile tornare indietro, pensare che pochi mesi fa parlavamo che in INDIA finalmente la l’omosessualità non è più un reato

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