Influenza intestinale: i sintomi, le cause e tutto quello che c’è da sapere

Sono più di due milioni i casi registrati in Italia dall’inizio del 2019 di virus intestinale. Tra questi colpiti soprattutto i bambini

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gastroenterite

Quando parliamo di influenza intestinale intendiamo un processo di infiammazione che va a colpire sia lo stomaco che l’intestino tenue. Questa infiammazione ha origine virale ed è una malattia che ha un alto tasso di frequenza.

La comunità scientifica definisce l’influenza intestinale anche come gastroenterite virale e va a colpire indistintamente ogni fascia d’età. In questi casi, però, i soggetti che sono più a rischio sono i bambini o gli adolescenti.

I sintomi che caratterizzano l’influenza intestinale

L’influenza intestinale può presentarsi attraverso diversi sintomi, a seconda del virus che l’è andata a generare. Quelli più comuni sono, sicuramente vomito e diarrea, ma nella maggior parte dei casi si registrano anche febbre molto alta, spesso superiore ai 39,5°, crampi addominali o anche brividi.

Tra gli altri sintomi che l’influenza intestinale può presentare sono anche mal di testa o dolori muscolari. Stesso discorso per la secchezza delle mucose o l’aumento dei battiti cardiaci. Chi è colpito dall’influenza intestinale, inoltre, potrebbe anche presentare una ridotta produzione delle urine, senso di stanchezza e giramenti di testa.

I primi sintomi dell’influenza intestinale possono presentarsi in vari modi, come ad esempio a poche ore una volta che si è colpiti dal virus. In altri casi, invece, i primi sintomi della gastroenterite virale possono presentarsi anche dopo 3 o 4 giorni. In ogni soggetto nel quale si è sviluppato il virus che porta all’influenza intestinale, lo stato di malessere può durare anche fino a 10/15 giorni, poiché ogni soggetto è a sé e dipende da come reagisce il singolo organismo.

Le cause scaturite dalla malattia

Come specificato in precedenza, i virus caratteristici dell’influenza intestinale possono essere di vario tipo, ma tutti vanno ad intaccare la flora intestinale, provocare danni alle pareti dell’intestino tenue o causare la produzione di diarrea.

I virus che ci fanno contrarre l’influenza intestinale sono appartenenti, nella maggior parte dei casi, a quattro ceppi ben distinti: c’è il Rotavirus, che è molto frequente nelle gastroenteriti virali nei bambini, specialmente per quanto riguarda la fascia d’età che va da 0 ai 2 anni. Inoltre è molto comune anche nei bambini di 5 anni e meno presente negli adulti attraverso sintomi meno aggressivi e quindi più lievi.

Un altro ceppo è quello del Norovirus, che va a causare l’influenza intestinale in una fascia d’età molto ampia. Questo virus è noto anche con il nome di una città dell’Ohio, Norwalk, nella quale, nel 1968, una vera e propria epidemia gastroenterinale interessò moltissimi suoi abitanti. I primi sintomi possono comparire dopo i primi tre, quattro giorni dopo l’esposizione e può facilmente essere contratta frequentando luoghi molto affollati come ad esempio ospedali, scuole o case di riposo.

L’Adenovirus, invece, va a colpire prettamente i bambini al di sotto dei due anni e si manifesta attraverso vomito e diarrea che vanno a comparire dopo circa una settimana a seguito dell’esposizione con il virus. L’Astrovirus, invece, si contrae molto di più durante i periodi freddi e nei mesi invernali e va a colpire sia neonati, sia bambini che persone anziane, tutti soggetti molto più delicati a livello del sistema immunitario rispetto agli adolescenti e agli adulti. Anche in questo caso i sintomi si rifanno a vomito e diarrea e si manifestano tre giorno dopo l’esposizione all’agente virale.

La trasmissione dell’influenza

La trasmissione dell’influenza intestinale ha una percentuale alta poiché può avvenire attraverso il contatto stretto con le persone che ne sono affette. Inoltre, la gastroenterite virale, che è altamente contagiosa, può essere trasmessa attraverso cibi e bevande contaminate o anche tramite lo stesso utilizzo, per esempio, degli stessi utensili da cucina.

Anche una volta passata la fase più acuta, il virus può essere trasmesso poiché rimane in maniera silente nell’intestino anche fino a due settimane dalla completa guarigione e viene espulso attraverso le feci del soggetto che era malato.

I rischi del virus intestinale

Tra i vari rischi che l’influenza intestinale potrebbe portare dobbiamo sottolineare sicuramente la disidratazione. Dato si che, l’influenza intestinale porta uno squilibro delle normali funzionalità gastrointestinali, avviene una forte perdita dei liquidi da parte del nostro intestino.

E’ indispensabile, quindi, cercare di assumere il più possibile dei liquidi che avranno il compito di apportare il giusto e corretto equilibrio tra liquidi assunti e persi tramite, ad esempio, il vomito o anche la diarrea. La disidratazione può essere pericolosa soprattutto per quanto riguarda i neonati o anche i bambini piccoli, per i quali potrebbe essere necessario, nei casi molto gravi e con manifestazioni dell’influenza intestinale molto acuta, di una reidratazione endovenosa.

La terapia necessaria

Proprio perché il virus intestinale favorisce l’abbassamento dei liquidi nel nostro organismo, come ad esempio i sali minerali, la terapia che può essere più adatta in questa circostanza è quella di andare a somministrare, per via orale preferibilmente, dei liquidi e degli elettroliti.

Generalmente, a meno che non si tratti di casi estremamente acuti, gli antidiarroici non vengono utilizzati poiché ci si focalizza molto di più nella cura della disidratazione. Per intendere, nel minor tempo possibile, uno stato di disidratazione è bene osservare se ci sia la presenza di mucose secche, se va ad aumentare la frequenza cardiaca, se la quantità di urine è minima e se soprattutto queste siano di una colorazione molto scura e quindi non limpida se non si hanno lacrime quando si piange o anche se le estremità degli arti siano particolarmente fredde. Questi sono i segnali ai quali far caso per poter correre nell’immediato al riparo ed agire velocemente.

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Amo scrivere e nel tempo libero leggere libri e guardare la Formula 1. Seguo con passione molte manifestazioni sportive e musicali. Anima Rock e stile libero.