Gravidanza: rischio di problemi cognitivi a causa della sindrome alcolica fetale

Una ricerca rileva che i feti esposti al consumo di alcol durante il periodo gestazionale hanno un rischio maggiore di problemi cognitivi. I dati sono allarmanti

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Le corrette regole da seguire in gravidanza sono molte soprattutto perché un regime sregolato potrebbe causare problemi, anche molto gravi al feto. E’ indispensabile, quindi, osservare con disciplina delle norme ben precise per preservare il proprio stato di salute e quello del bambino in arrivo.

I vizi da evitare durante lo stato interessante

Molti sono i vizi che possono essere e devono, per questioni di principio, essere debellati come, ad esempio, il fumo, una alimentazione non corretta e il consumo eccessivo di alcol. Proprio su questo ultimo punto, un team di ricercatori statunitensi ha raccolto dei dati che suonano davvero allarmanti.

Un’alta percentuale della popolazione femminile in stato interessante, infatti, fa un eccessivo consumo di alcol e questo è legato strettamente a dei deficit cognitivi che i bambini presentano sia subito dopo la nascita che durante il periodo della crescita e nella fase dell’adolescenza. I bambini colpiti da queste mancanze cognitive sono colpiti dalla cosiddetta ‘Sindrome alcolica fetale‘.

I rischi della gravidanza

I rischi della gravidanza causati da un eccessivo consumo di alcol durante il periodo gestazionale sono davvero tanti e di vario genere. Il team di ricerca ha effettuato degli screening su alcuni pazienti e sono arrivati alla conclusione che questi ultimi hanno avuto maggiori possibilità di sviluppare il deficit cognitivo proprio a causa del consumo di alcol da parte della madre quando erano ancora in grembo.

Possiamo partire dal presupposto che bere alcol in gravidanza non è del tutto vietato, anche se a coscienza si preferisce eliminarlo, ma chi proprio non ci riesce continua a bere e a consumare alcol. Il punto principale, però, rimane sempre e solo uno: bere in gravidanza è molto pericoloso e, ad oggi, non ci sono linee guida che indichino quali e quante possano essere le quantità sicure di alcol da assumere per evitare possibili rischi e complicazioni.

L’equipe scientifica ha cercato di analizzare quali sono gli effetti che l’alcol ha sui feti e quali e quanti rischi si registrano per quanto riguarda il cervello del bambino. I danni maggiormente evidenziati, come già scritto in precedenza, vanno a riguardare la sfera cognitiva.

Lo studio dei ricercatori

Lo studio dei ricercatori si è concentrato su un gruppo di 19 pazienti che presentavano sintomi della Sindrome alcolica fetale e 21 che non presentavano questa condizione. Gli scienziati hanno sottoposto i volontari che hanno deciso di partecipare alla ricerca ad una MEG, una magnetoencefalografia, una nuova tecnica di imaging cerebrale.

Lo screening ha evidenziato come gli adolescenti e i ragazzi che, durante il periodo gestazionale, sono stati esposti al consumo di alcol, presentassero delle alterazioni nelle connessioni celebrali di varia gravità.

I soggetti che sono stati esposti al consumo di alcol durante il periodo della gravidanza hanno evidenziato dei deficit nel tessuto celebrale che va a collegare la metà destra con la metà sinistra del cervello. Questi sintomi sono presenti nelle persone che hanno una diagnosi di autismo, schizofrenia, depressione o anche sclerosi multipla.

La sindrome alcolica fetale

La sindrome alcolica fetale, denominata dalla comunità scientifica con l’acronimo di FAS, definisce la presenza di danni che sono causati dall’alcol durante il periodo della gravidanza. Per la prima volta fu descritta dal psicoterapeuta dell’infanzia francese Paul Lemoine all’interno del suo trattato ‘Les enfants de parents alcooliques: Anomalies observees‘.

Successivamente, negli anni ’70, due ricercatori statunitensi Smith e Jones evidenziarono la patologia con proprio il nome che oggi conosciamo: Fetal Alcohol Syndrome. Questa era riferita alle malformazioni o anche alle alterazioni comportamentali che venivano denominate Funny Looking Kids, letteralmente in ‘bimbi dall’aspetto bizzarro‘.

I sintomi e gli effetti

I sintomi che possono essere registrati a causa della sindrome alcolica fetale possono essere molteplici e gli effetti che l’alcol ha in negativo sul feto sono, purtroppo, irreversibili. I sintomi della sindrome alcolica fetale, molto analoghi e simili a quelli presenti nei pazienti aggetti da Fetal Alcohol Spectrum Disorder, sono nella percentuale più alta dei casi alterazioni comportamentali, anomalie fisiche e anche mentali, problemi nell’apprendimento e deficit dell’attenzione.

La modifica dello sviluppo delle cellule celebrali o anche la morte di queste è determinata dall’alcol in quanto questo è una sostanza teratogena. Questa è in grado di raggiungere il sangue fetale una volta superata la barriera placentare.

L’alcol va ad agire, così, anche sulla circolazione placentare alterandola e addirittura comportandone una ipossia. I danni creati dal consumo dell’alcol al feto durante il periodo di gravidanza vanno a variare anche a seconda del consumo di quest’ultimo. Il rischio più concreto si presenta nel primo trimestre gestazionale e più alto ed eccessivo è il consumo più aumenta la possibilità di causare danni al Sistema Nervoso Centrale, anche gravi.

La quantità di alcol

La quantità di alcol, come esposto anche nei paragrafi precedenti, non è ben chiara ma si sa che 4/5 Unità Alcoliche vengono considerate come un livello molto alto. Le Unità Alcoliche corrispondono a 12 grammi di alcol che possono essere contenuti in un bicchiere di vino che ha capienza di 125 ml, un boccale di birra con capienza di 330 ml o anche un bicchierino per superalcolici che può contenere fino a 40 ml.

I dati hanno evidenziato come, solo 1 o 2 Unità Alcoliche consumate giornalmente e nel tempo, possono portare alterazioni cognitive, disturbi dell’attenzione e anche, purtroppo, uno sviluppo socio-emozionale deficitario. L’etanolo contenuto all’interno dell’alcol va a alterare ed interferire violentemente ne metabolismo che regola l’acido retinoico. Questo, alterandosi, va a mutare il gradiente e la migrazione delle cellule della cresta neurale del feto provocandone così i danni permanenti e molto gravi.

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Amo scrivere e nel tempo libero leggere libri e guardare la Formula 1. Seguo con passione molte manifestazioni sportive e musicali. Anima Rock e stile libero.